Pema Chödrön, risvegliare il nostro cuore

Di fronte alle ferite, alle sofferenze e alle turbolenze della vita il cuore di tante persone sembra essersi irrigidito. Occorre però risvegliarlo per poter essere compassionevoli sia verso se stessi, sia verso gli altri. Pema Chödrön ci spiega proprio questo, ovvero come fare per “aprirci”, in modo da alleviare le nostre e le altrui sofferenze.

Gli insegnamenti del lojong

Nel testo buddhista “La via maestra del risveglio” del maestro tibetano Jamgön Kongtrül il Grande si trovano i cosiddetti insegnamenti del lojong. In essi vi è la pratica del tonglen e la pratica con i sette punti dell’addestramento mentale. Attraverso una serie di massime – frasi piene di saggezza su cui riflettere – possiamo risvegliare il nostro cuore, come spiega Pema Chödrön. Per far ciò, occorre nutrire una comunicazione, nonché relazioni compassionevoli con gli altri. In una società che tende all’individualismo e al materialismo, si tende a pensare che ogni persona sia separata dalle altre. Non è così. Pensare che esista un “io separato e isolato dall’altro è un doloroso fraintendimento da cui possiamo evitare di farci ingannare e che possiamo abbandonare”, sottolinea Pema Chödrön. Occorre considerare le difficoltà e i problemi come “materia prima necessaria per risvegliare una compassione vera e spontanea”. Solo così si può risvegliare il proprio cuore. Occorre partire da se stessi, capendo che gli ostacoli e le ferite fanno parte dell’esistenza. Non rifiutandoli, possiamo entrare in sintonia con la nostra natura umana più vera e autentica. Così posiamo nutrire compassione, empatia, poiché abbiamo capito che ogni essere è affine agli altri.

Essere presenti a se stessi

Per sviluppare compassione verso se stessi e verso gli altri occorre alimentare la presenza mentale. Una pratica adatta a ciò è la meditazione Vipassana. Si esegue portandosi nella postura meditativa assisa, con la schiena dritta, ma non rigida, le gambe incrociate, gli occhi possono rimanere aperti e le mani sono appoggiate sulle cosce. Si rimane semplicemente consapevoli del proprio respiro mentre esce. Pema Chödrön suggerisce di pensare o di pronunciare questa frase:“Sii esattamente lì con il respiro mentre esce”. Questa semplice pratica aiuta a sviluppare l’attenzione cosciente e a rimanere immersi nel qui e ora. Probabilmente, mille pensieri emergeranno. Allora si può pronunciare le parole: “Sto pensando”.

Grazie a queste brevi affermazioni possiamo ritornare al momento presente. L’importante è non giudicare i pensieri. “Ovunque vi troviate, nella pratica da seduti non c’è modo di sbagliare. Semplicemente rilassatevi. Rilassate le spalle, rilassate lo stomaco, rilassate il cuore, rilassate la mente. Metteteci la massima gentilezza possibile”, consiglia Pema Chödrön. La meditazione Vipassana costituisce la base su cui costruire consapevolezza, ma anche la compassione verso se stessi e verso gli altri. Tutto parte da qui. Solo fermandosi e vivendo il momento presente si può capire come risvegliare il cuore.


Pema Chödrön è la prima donna americana a essere ordinata monaca, dopo aver esercitato per molti anni la professione di insegnante. Autrice di vari libri pubblicati e tradotti in varie lingue, Pema Chödrön studiò col maestro Chogyam Trungpa e dopo la morte del suo maestro è diventata Direttrice del monastero di Gampo Abbey (Canada).

Per approfondire consigliamo il libro “Parti da dove sei” di Pema Chödrön (Edizioni Il Punto d’Incontro, 2019).

2 Commenti

  1. Grazie, che la mia parte saggia mi ricordi di praticare la presenza mentale, compassionevole e non giudicante.

    1. Grazie Beatrice per il tuo commento prezioso e consapevole!

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