Yoga per purificare il corpo e prepararsi all’inverno

L’autunno è un periodo ideale per stimolare un processo di purificazione psicofisica. Avviare una dolce disintossicazione dell’organismo permette di prepararsi al meglio alla stagione più fredda. Oltre a prestare particolare attenzione all’alimentazione, la pratica costante dello yoga produce una serie di effetti benefici:

  • migliora le funzioni digestive, stimolando ed equilibrando Agni;
  • rafforza le difese del corpo;
  • diminuisce i livelli di stanchezza;
  • accresce l’energia interiore.

Tra le pratiche consigliate, vi è Kapalabhati, il respiro purificatore. Esso fa parte dei kriya yoga, in quanto purifica organismo, ed è benefico per l’apparato respiratorio.

Dedicarsi a questo pranayama  favorisce la pulizia dei polmoni, migliorando inoltre la capacità polmonare. Kapalabhati agisce positivamente anche sull’apparato digerente.

In sintesi, i suoi benefici sono i seguenti:

  • favorisce l’eliminazione del muco (sostanze che se in eccesso contribuisce a causare raffreddore e tosse).
  • libera i polmoni dall’aria stagnante;
  • migliora l’ossigenazione del corpo;
  • rilassa e rinvigorisce la mente;
  • migliora i livelli di concentrazione.

I suoi effetti sono talmente profondi che, se praticato in modo corretto e regolare, permetta al corpo e al viso di “risplendere di salute ed energia.

Da evitare in caso di ipertensione, in gravidanza e in caso di mestruazioni dolorose (chiedere consiglio all’insegnante di yoga).

Per approfondire la pratica di Kapalabhati si legga il seguente Articolo:

Tra le numerose asana suggeriamo:

 Matsyasana, la posizione del pesce.

Matsyasana cuore

È particolarmente utile per purificare il corpo in quanto espande il torace e migliora la capacità respiratoria. Oltre a ciò, sblocca la rigidità del collo, stimola l’Anahata Chakra e a livello psico-emotivo aiuta ad aprirsi al mondo e agli altri.

Pratica

Si inizia da una posizione supina. Le gambe sono distese e unite, le braccia vicine al tronco e i palmi delle mani rivolti verso il basso. Le mani si portano accanto o sopra alle cosce. Inspirando si flettono i gomiti e si solleva il busto, appoggiando lentamente la sommità del capo a terra. I gomiti a terra aiutano a sostenere il torace e a mantenere la posizione.

Salamba Sarvangasana

circolazione Salamba Sarvangasana

Più comunemente nota col nome di “posizione della candela”, questa asana è tra le più efficaci per purificare il corpo. Agisce positivamente sulla circolazione sanguigna, favorisce il drenaggio linfatico e rivitalizza la mente. Stimola inoltre gli organi interni dell’addome e tonifica il sistema digerente.

Per eseguirla si inizia dalla postura supina o in Savasana. Inspirando si piegano le ginocchia, si sollevano le cosce verso il petto, con le mani ben aperte al di sotto del bacino. Espirando si solleva lentamente il bacino, sostenendo il busto con le mani. L’espirazione è profonda. Si portano le gambe ben distese e unite verso l’alto. I piedi sono rilassati, nella posizione a martello. Il tronco è sollevato e in questa postura il mento punta verso lo sterno. Le braccia sono ben centrate rispetto alla schiena. Gambe e il busto formano una linea retta perpendicolare rispetto al pavimento. Si rimane in questa posizione per almeno cinque o dieci respiri. La respirazione è diaframmatica -addominale.

Si ritorna nella posizione di partenza piegando lentamente le gambe e la schiena a terra, senza sollevare il capo dal suolo. Salamba Sarvangasana è però sconsigliata a chi soffre di queste affezioni: ipertiroidismo, di pressione alta o bassa, reflusso gastrico, glaucoma e disturbi al naso, alla gola, ai denti, agli orecchi. Da evitare durante i periodi mestruali. Per eseguirla occorre naturalmente togliere occhiali o lenti a contatto. Dopo aver eseguito Salamba Sarvangasana è bene praticare la posizione del pesce, Matsyasana.

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