Lo yoga “non va in vacanza”… anche se ci stiamo finalmente godendo le ferie estive.
Asana, pranayama e meditazione – per chi pratica da tempo – sono una sana abitudine a cui non si può rinunciare, nemmeno in piena estate. Il tempo della pratica può variare a seconda delle esigenze individuali, così come la scelta delle posture yoga da eseguire. Tuttavia, possiamo fornire alcuni consigli generali.
Quando praticare
Il momento migliore per dedicarsi allo yoga è certamente il mattino presto.
Come abbiamo spiegato in un recente articolo, il momento prima del sorgere del sole è considerato un periodo prezioso per forgiare la propria crescita personale e spirituale. Viene perciò chiamato “ora del Creatore”, poiché in questo lasso di tempo si verificano le condizioni ideali per praticare yoga e meditazione.
Il tempo che precede l’alba è dunque considerato un momento sacro. È talmente importante che gli è stato attribuito un nome specifico, ovvero Brahma Muhurta. Approfondisci leggendo qui.

Anche la sera dopo il tramonto è un buon momento per dedicarsi allo yoga e in particolare per meditare.
I benefici della meditazione serale sono numerosi:
- aiuta a calmare la mente;
- favorisce un profondo rilassamento psicofisico;
- promuove un buon sonno.
Durata della pratica
Il tempo della pratica è anch’esso soggettivo, ma si consiglia comunque di praticare almeno 10 minuti al giorno. La regolarità, anche in vacanza, aiuta a familiarizzarsi sempre più con lo yoga. Ciò a sua volta comporta una serie di effetti. Per esempio, la costanza permette di conoscere e ascoltare il proprio corpo in profondità: più si ci conosce più si può lavorare su blocchi e tensioni e promuovere così un maggior equilibrio.
Dove praticare
La scelta del luogo della pratica è anch’esso soggettivo. In estate, c’è chi preferisce dedicarsi allo yoga in riva al mare o in un angolo verdeggiante, che può essere un prato di montagna o un bosco. Altre persone prediligono sempre uno spazio chiuso, magari climatizzato, al fine di allontanare distrazioni esterne. In ogni caso, è importante focalizzarsi sulle asana che si eseguono, in sintonia con il flusso del respiro.
Ricordiamo che lo yoga, anche in vacanza,
influisce positivamente non soltanto sul piano fisico,
ma anche a livello mentale ed energetico.
Non dovrebbe quindi essere considerato puramente un “esercizio fisico”, come purtroppo lo vedono ancora tanti occidentali. Se ci si limita a ritenerlo semplice movimento, utile per rafforzare muscoli e per rendere il corpo elastico, allora non si può affermare di praticare yoga.
Lo yoga è molto più complesso, come indica la sua stessa parola.
La radice sanscrita “yuj” significa infatti unire, integrare, intendendo con ciò l’unione di corpo, mente, spirito ed energia attraverso asana, pranayama, meditazione, mudra e mantra.
