Yoga in estate per prendersi cura di sé

L’estate è un periodo dell’anno ideale per prendersi cura di sé e per far riemergere la parte migliore di se stessi. La pratica yoga ci aiuta in tal senso. In particolare, le asana che stimolano l’Anahata chakra promuovono un’apertura a vari livelli, tra cui quello energetico ed emozionale.

Questo processo di “sblocco delle energie” consente non solo di oltrepassare i condizionamenti e le pressioni esterne, ma anche di lasciare andare le aspettative e i giudizi altrui. Lavorare sul chakra del cuore permette di scoprire il proprio sé autentico, stimolando a cascata anche gli altri Chakra.  Esso si trova in una posizione centrale nel sistema sottile-energetico, collegando i tre chakra fisici inferiori con i tre chakra spirituali superiori.

Vediamo di seguito alcune tra le varie posizioni yoga che vanno a lavorare in modo specifico sul chakra del cuore, e che risvegliano il nostro sé autentico.

Tadasana

Possiamo iniziare la pratica con una postura d’equilibrio e di centratura, come Tadasana, la posizione della montagna.

Tadasana aiuta ad allineare la colonna vertebrale e il corpo, rinforzando così il senso di integrità. La posizione della montagna consiste nel rimanere ben eretti. I piedi sono appoggiati a terra e le braccia sono ai lati del corpo. I palmi delle mani sono leggermente aperti. La colonna vertebrale è dritta ma non rigida. È altresì importante distribuire equamente il peso del corpo su entrambi i piedi. Le ginocchia, le anche e le spalle sono allineate. Si chiudono gli occhi e si respira in maniera spontanea, senza sforzo. Si rimane consapevoli del flusso dell’inspiro ed espiro, portando l’attenzione ai piedi ben radicati a terra.


Per rafforzare la connessione con il Chakra del Cuore
si portano le mani in Anjali Mudra.

Portando le mani unite davanti all’Anahata Chakra, il Chakra del cuore, favoriamo l’armonia tra la parte destra e la parte sinistra del corpo sottile, e promuoviamo apertura ed equilibrio.



Setu Bandhasana

Setu Bandhasana

La posizione del ponte stimola non solo l’Anahata chakra,
ma anche Muladhara, Manipura e Vishudda,
attivando così un buon flusso di energia.
È indicata per sciogliere blocchi
e tensioni e per ritrovare armonia interiore.

Come si esegue

Si inizia partendo da Savasana. Il corpo è rilassato. I palmi delle mani sono rivolti verso il tappetino yoga. Si flettono le ginocchia, in modo da far appoggiare bene al suolo i piedi, posizionati parallelamente tra loro. Inspirando si contraggono i muscoli alla base del bacino e si solleva il coccige e poi l’area lombare e la parte medio-bassa della schiena. Il sollevamento viene aiutato grazie al sostegno delle mani, poste ai lati del bacino. Il peso del corpo viene distribuito sui piedi e sulle spalle. Quest’asana crea una sorta di ponte, poiché si forma una linea retta tra il petto e le ginocchia. Le braccia sono estese verso i piedi. Per ritornare in Savasana si scioglie lentamente la postura, abbassando la schiena vertebra per vertebra. È consigliabile poi assumere come controposizione Apanasana o anche Balasana.

Anjaneyasana

Anjaneyasana lombari

La “posizione della Luna crescente” agisce sul sistema sottile,
stimolando in particolare i Chakra Svadhistana, Manipura e Anahata.

Come si esegue

Ci si porta in ginocchio sul tappetino. Espirando si muove il piede destro in avanti; la gamba destra risulta parallela alla coscia sinistra. Si allunga quindi all’indietro la gamba sinistra, appoggiando il ginocchio sinistro sul tappetino yoga. Inspirando si esegue Anjali Mudra, portando le mani davanti al petto. La schiena è dritta ma non rigida. Inspirando profondamente si sollevano le braccia ben tese in alto, oltre il capo, ai lati delle orecchie. Lo sguardo è rivolto verso l’alto. Si mantiene la posizione per alcuni cicli respiratori. Il respiro è lento, ma profondo. A ogni inspirazione, ci si può allungare un po’ di più in alto con le braccia; mentre a ogni espirazione, si abbassano leggermente le anche verso il suolo. Si scioglie quindi molto lentamente la postura, per poi ripetere gli stessi movimenti dal lato sinistro.

Supta Baddha Konasana

Supta Baddha Konasana

Questa posizione yoga favorisce un profondo stato di rilassamento psicofisico
e, al contempo, stimola un senso di apertura.
Il suo nome, in sanscrito, viene tradotto in vari modi;
tra questi troviamo l’espressione di “dea del sonno”.
Tale denominazione viene utilizzata spesso nella pratica dello yoga restorative,
uno stile rigenerante sia per il corpo, sia per la mente.

Come si esegue

Per eseguire Supta Baddha Konasana, nello yoga restorative viene generalmente utilizzato un bolster, in modo da favorire una condizione di massimo comfort.

Ci si sdraia in posizione supina. Si può benissimo partire dopo una fase di rilassamento in Savasana. Le braccia sono distese lungo i fianchi e i palmi delle mani sono rivolti in alto. Dopo alcuni respiri consapevoli si piegano le ginocchia e si rilassano le gambe in modo da far ricadere dolcemente le ginocchia sul tappetino yoga. In questo modo le piante dei piedi si toccano. Si rimane in questa posizione per almeno 7 cicli respiratori. Il respiro è lento e profondo.

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