La primavera porta con sé nuovi stimoli, nonché la voglia di rinnovarsi. Al contempo, si percepisce la necessità di trovare spazi per sé e per rilassarsi.
Lo yoga ci aiuta a equilibrare queste opposte esigenze e tendenze.
Diversificando le asana e integrando quelle yin con quelle più dinamiche è possibile ritrovare una maggiore armonia, a livello sia fisico, sia sottile.
Di seguito, vi proponiamo una sequenza indicata anche ai principianti, capace di bilanciare le energie.
Si inizia con una pratica meditativa, grazie alla quale si pacifica la mente dal turbinio dei pensieri e si entra in una condizione di serenità.

Si assume una posizione meditativa, come Sukhasana, la “posizione facile”.
Ci si siede a gambe incrociate. Ogni gamba appoggia sul piede dell’altra. Si chiudono gli occhi. In questa postura si porta l’attenzione al respiro naturale e spontaneo. Si pratica questa meditazione sul flusso del respiro per almeno 4-5 cicli respiratori.
Paschimottanasana

Detta anche “posizione della pinza”, è un’asana che permette uno stiramento della parte posteriore del corpo. Al contempo, è una postura sia rilassante, sia energizzante.
I benefici di Paschimottanasana
- La posizione della pinza è benefica a livello fisico in quanto permette di allungare e tonificare i muscoli sia della schiena, sia delle gambe. Trattandosi di una postura di stiramento è utile per sciogliere le tensioni.
- Agisce inoltre positivamente sugli organi interni addominali, favorendo il processo digestivo. Grazie alla distensione della schiena è indicata poi per rilassare il sistema nervoso.
- A livello sottile-energetico stimola Swadhistana chakra.
- Secondo la tradizione di Satyananda quest’asana favorisce il risveglio spirituale.
Adho Mukha Svanasana
Adho Mukha Svanasana è un’asana energizzante, che coinvolge varie parti del corpo. Il suo nome significa “posizione del cane che guarda in giù”. Infatti, Adho vuol dire “in giù”, Mukha indica la “faccia”; Svana si riferisce al “cane”. È una postura che richiama il movimento del cane quando si stira e si allunga. Sono proprio questi allungamenti che permettono di far fluire l’energia lungo la colonna vertebrale, stimolando corpo e mente. La postura si mantiene per almeno 2 o 3 cicli respiratori. Poi, lentamente si scioglie flettendo le ginocchia al suolo. Come asana di riposo si può eseguire Balasana.
I benefici di Adho Mukha Svanasana
- Stimolante l’energia psicofisica
- Tonifica gambe e braccia, rafforzandone la muscolatura.
- Allevia la stanchezza mentale
- Favorisce l’allungamento della colonna vertebrale
- Distende la zona lombare
Vrksasana

Vrksasana, la posizione dell’albero, è indicata per stimolare Muladhara Chakra. Vrksa significa “albero” ed è una delle posizioni base che aiuta a radicarsi alla terra. Al contempo, agevola un intenso allungamento verso l’alto; in questo modo attiva la concentrazione e un profondo equilibrio. Questa asana permette di radicarsi stabilmente al suolo, elevandosi al contempo verso il cielo; ricorda un albero, le cui radici penetrano in profondità nel terreno mentre i rami, sopra, crescono verso l’alto.
Hasta Uttanasana

Si tratta della “posizione delle braccia verso l’alto”. Fa parte della sequenza di Surya Namaskar (Saluto al Sole), ma è possibile praticarla anche in altre sequenze personalizzate, come in questo caso.
Inspirando, si sollevano le braccia in avanti e verso l’alto. La testa accompagna il movimento. Anche lo sterno si sposta in avanti, accompagnando il leggero movimento all’indietro della colonna vertebrale. I glutei e i muscoli delle cosce restano attivi per tutto il movimento.
Padahastasana

La penultima asna di questa sequenza è la “posizione della flessione in avanti”.
Con un’espirazione, si abbassano le braccia e si flette il busto in avanti. La schiena si abbassa restando dritta mentre i palmi delle mani appoggiano a terra, allineati ai lati dei piedi, o in alternativa, le mani si appoggiano ai polpacci come nella foto. Se non si riesce a mantenere le gambe tese, si piegano le ginocchia. Il torso e la testa si avvicinano alle cosce. La testa è rilassata.
Come ultimo passo della sequenza, si ritorna nella posizione iniziale: Sukhasana.
