Le figure femminili più amate nel mondo dello Yoga

Lo yoga è una disciplina praticata in prevalenza dalle donne. Oltre l’80% degli iscritti è rappresentato dal genere femminile secondo i dati Y.A.N.I. (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti). Questa predisposizione si rileva non solo l’Italia, ma è una tendenza mondiale.

Anticamente, non era così. In India, saggi, guru e yogi erano uomini. Alle sue origini, lo Yoga era di fatto un dominio maschile, poiché la struttura sociale predominante era di stampo patriarcale. Se guardiamo però ai principali testi classici dello yoga, non vi sono riferimenti e indicazioni espliciti che escludano le donne dall’ambito spirituale e dalla pratica yogica.

Tuttavia, i grandi maestri che tutti noi conosciamo erano uomini:

  • Tirumalai Krishnamacharya (1888-1989)
  • Swami Sivananda (1887-1963)
  • Paramahansa Yogananda (1893-1952)
  • K. Pattabhi Jois (1915-2009)
  • B.K.S. Iyengar (1918-2014)

Eppure, scandagliando bene la storia dello yoga si scopre che un ruolo centrale lo hanno rivestito donne di alto profilo spirituale.

In occasione dell’8 marzo,
ricordiamo di seguito alcune delle figure femminili più amate
nel mondo dello Yoga.

Śrī Sāradā Devī

Chiamata “la Santa Madre”, Śrī Sāradā Devī (1853-1920) nacque nel Bengala occidentale. Fu la consorte spirituale di Rāmakrishna. 

Suo padre era un uomo generoso e gentile e la madre una donna amorevole. I primi sei anni di vita di Śrī Sāradā Devī sono stati scanditi da pratiche di devozione (Bhakti) come era in uso nella sua famiglia; aiutava poi la madre nelle varie incombenze di casa. Quando aveva appena sei anni venne data in sposa a Sri Rāmakrishna, seguendo una consuetudine all’epoca molto diffusa in India.

Solo compiuti i 18 anni Śrī Sāradā Devī andò a vivere con il suo sposo. Sri Rāmakrishna, attraverso pratiche ascetiche e spirituali, raggiunse il più alto stato di realizzazione. Proprio per questo il rapporto tra i due sposi fu basato su un’esistenza profondamente spirituale. Śrī Sāradā Devī veniva considerata da Sri Rāmakrishna un’incarnazione speciale della Madre Divina, tanto che riuscì a risvegliare in lei la sua maternità universale latente. È per questo che tanti discepoli di Sri Rāmakrishna si rivolgevano a lei proprio come una madre.

Dopo la grande dipartita di Sri Rāmakrishna, avvenuta nel 1886, grazie ai discepoli del consorte Śrī Sāradā Devī fu aiutata e condotta a Calcutta. Fu qui che le sue qualità spirituali, già individuate a suo tempo da Rāmakrishna, emersero totalmente. Finalmente capiva e percepiva di essere la Madre di tutti gli esseri, indistintamente. Aveva una pazienza incredibile, agiva in modo disinteressato, nutriva saggezza e spiritualità, ed elargiva amore incondizionato. Virtù notate anche da un altro grande yogi, Swami Vivekananda, secondo il quale, proprio tramite la figura così pura e spirituale di Śrī Sāradā Devī si dava inizio al risveglio spirituale della donna nell’età moderna. La saggezza di Śrī Sāradā Devī è giunta a noi grazie al ricordo e al lavoro dei suoi discepoli e di quelli del consorte spirituale. Tra i tanti preziosi insegnamenti da lei elargiti desideriamo citare i seguenti, che racchiudono una profonda sapienza.

È inutile aspettarsi che i pericoli e le difficoltà non si presentino. Siamo obbligati ad affrontarli, per un devoto, tuttavia, scivoleranno via come l’acqua”.

Quando un uomo nota difetti negli altri, la sua mente si inquina. Cosa si guadagna a cercare difetti negli altri? Egli così ferisce solamente se stesso”.

Mīrābāī

Ritenuta una mistica, Mīrābāī (1498-1546) rappresenta la pura devozione (Bhakti). La sua è una storia che in parte descrive quella di tante altre donne indiane. Fu infatti costretta a sposare giovanissima un principe, essendo anche lei appartenente all’aristocrazia. Lo sposo, però, dopo soli tre anni di matrimonio, morì.

Secondo l’usanza dell’epoca, anche la vedova avrebbe dovuto compiere la stessa sorte del marito, morendo sulla pira. È il tristemente noto rituale della Sati.

Grazie però alla sua profonda devozione e alla frequentazione di sadhu, guru e mistici riuscì a salvarsi e ad avere una sorte differente. Si dedicò totalmente alla Bhakti.

Attraverso i suoi canti poetici e ai suoi pellegrinaggi nei luoghi legati a Krishna – come Vrindavan e Mathura – attorno a Mīrābāī si unirono tantissimi fedeli. Erano canti mistici, pieni d’amore, intrisi di profonda devozione verso Krishna. 

Per questo Mīrābāī è considerata tra le iniziatrice del movimento della Bhakti. La liberazione avviene attraverso proprio l’amore realizzato e la devozione.


Anandamayi Ma

Il suo nome significa “Madre Benedetta“.

Tra le figure spirituali più rilevanti dell’India del XX secolo, Anandamayi Ma (Kheora, 1896 – Kishanpur, 1982) ha avuto una profonda influenza su milioni di persone, non soltanto in India, ma in tutto il mondo. Sin da piccola, rivelò stati di profonda concentrazione e di beatitudine estatica. Sebbene non seguì alcun tipo di educazione religiosa formale, né praticò con nessun guru, Anandamayi Ma, sin da giovanissima, espresse un’unione spontanea e naturale con il divino.

All’età di 26 anni, eseguì – senza averli appresi da nessun maestro –   riti spirituali di iniziazione: dai mantra alla meditazione, sino a pratiche di purificazione. Proprio per questa sua connessione naturale col divino, a lei giunsero sempre più persone per rimanere semplicemente in sua presenza, in uno stato silente e di consapevolezza.

Anandamayi Ma prediligeva la riservatezza, ma a lei giunsero persone di ogni estrazione sociale proprio perché attirate dal suo legame con il divino. Comunicava con lo sguardo e con il silenzio intriso d’amore spirituale.

“Non cercare Dio altrove. Lui è già qui, in ciò che vivi, in ciò che sei”.

Sebbene non tenne mai lezioni formali, Ma Anandamayi illuminò i cuori di milioni di donne e uomini grazie ai suoi messaggi semplici e diretti.

“Lo scopo dell’esistenza umana è realizzare il Sé”

“Occorre fare tutto ciò che è in nostro potere per raggiungere questo obiettivo,
che è l’unico che ci porta gioia e felicità duratura.”


Indra Devi

Il suo vero nome è Eugénie Peterson. Nacque a Riga nel 1899 da una ricca famiglia russo-svedese. La sua vita cambiò dopo aver letto gli scritti di Yogi Ramacharaka. Il suo più profondo desiderio era quello di andare in India. Ci riuscì, ma solo dopo alcuni anni vissuti in un ambiente agiato, nel contesto della società coloniale anglosassone. Fu così che in India si avvicinò per la prima volta allo yoga. Decisivo fu l’incontro con Tirumalai Krishnamacharya, tra i più grandi maestri di yoga e di medicina ayurvedica.

La consuetudine dell’epoca non permetteva a una donna di entrare nello Shala di Krishnamacharya. Indra Devi ci riuscì, diventando una delle prime donne al mondo a ricevere un insegnamento così autentico e ufficiale da parte di un grande yogi. Preziosi insegnamenti che poi Indra Devi porterà negli Stati Uniti. Aprì una scuola di yoga e divenne l’insegnante di attrici ben note, tra cui Greta Garbo e Marilyn Monroe. Indra Devi viaggiò molto in varie nazioni. Aprì poi una scuola di yoga anche in Argentina e applicò sempre, ogni giorno della sua vita, gli insegnamenti del maestro Krishnamacharya. Indra Devi morì a Buenos Aires, nel 2002, all’età di 102 anni.


Geeta S. Iyengar 

Suo padre, Sri B.K.S. Iyengar è stato un insegnante di fama mondiale, ed è ancora oggi ritenuto uno dei grandi maestri dello Yoga.  Lui stesso ha trasmesso alla figlia le sue profonde conoscenze. Geeta S. Iyengar (Pune, 7 dicembre 1944 – Pune, 16 dicembre 2018) ha imparato questa disciplina in giovane età e lo ha insegnato per oltre cinquant’anni.

Laureata in filosofia, esperta conoscitrice di ayurveda oltre che di yoga, è stata una guida per migliaia gli studenti. Ha fatto parte del Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute, diventando co-direttrice insieme al fratello Prashant. Ha tenuto conferenze in varie nazioni trattando i diversi aspetti dello yoga.

Grazie a lei, nello yoga sono state introdotte e adattate pratiche in sintonia con le fasi della donna. Geeta S. Iyengar ha infatti considerato i più importanti stadi: dai mutamenti fisiologici che portano alla piena maturità femminile alla gravidanza, dai disturbi del ciclo mestruale alla menopausa. Questi saperi li ha spiegati anche in numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo “Yoga per la donna” (edito in Italia da Mediterranee).


Tao Porchon-Lynch

Di origini franco-indiane, Tao Porchon-Lynch (1918-2020) scoprì lo yoga quando era piccolissima, in India, grazie allo zio paterno, Vital Porchon.

Aveva soltanto sette mesi quando Tao perse la madre indiana. Il padre francese la affidò alle cure del fratello.

Fu lo zio Vital a portarla a Pondicherry e grazie a lui conobbe Gandhi.

Tao, che aveva solo 8 anni, partecipò nel marzo 1930 alla famosa “Marcia del sale”. 33 anni dopo partecipò a un altro importante evento, ovvero alla Marcia su Washington con Martin Luther King Jr.

Tao conobbe anche Sri Aurobindo.

Otre alla passione per la danza, lo yoga ha sempre accompagnato Tao Porchon-Lynch. Dopo aver studiato con B.K.S. Iyengar e Indra Devi, Tao ha iniziato a insegnare lei stessa yoga. Molto conosciuta negli ambienti di Hollywood (ha insegnato yoga, fra gli altri, anche a Clarke Gable), Tao è diventata nota al mondo nel 2012, quando è stata inserita nel Guinness dei Primati in qualità di istruttrice yoga più anziana al mondo ancora attiva.

Oltre a una sana alimentazione rigorosamente vegetariana e a periodi di digiuno, lo stile di vita di Tao si basava sulla pratica quotidiana dello yoga. Credeva nella forza del momento presente e nelle potenzialità di ogni individuo. È anche per questo che ha continuato a insegnare yoga sino all’età di 100 anni!

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