Come può il praticante Yoga del XXI secolo dare il proprio contributo concreto alla diffusione universale di energia di pace e armonia, in questo momento storico ricco di conflitti, ostilità e tensioni?
Questa è la domanda che un gruppo di insegnanti, diplomati nel metodo Pranayoga® del Maestro Maurizio Morelli, si sono posti lo scorso anno e la cui risposta, in base all’esperienza comune, è stata: un momento di digiuno collettivo, unito a una meditazione quotidiana, condivisa.
Il digiuno è una pratica antica, presente in molte tradizioni religiose e spirituali che, unito a preghiera e meditazione, attraversa i secoli come momento di consapevolezza del corpo e dell’anima.
I benefici fisici di tale pratica sono ormai universalmente riconosciuti anche dalla Scienza e dalla Medicina, in particolare per le diverse attivazioni metaboliche attivate dal contenimento calorico, salutari per l’organismo, la depurazione degli organi e per il rinnovo cellulare.
Non a caso, nel 2016 il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato al biologo giapponese Yoshinori Ohsumi “per le sue scoperte sui meccanismi dell’autofagia*”.

Non a caso, nel 2016 il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato al biologo giapponese Yoshinori Ohsumi “per le sue scoperte sui meccanismi dell’autofagia*”.
*Autofagia: è il processo biologico attraverso il quale le cellule riciclano le parti danneggiate, inutili o potenzialmente pericolose, rinnovandosi.
NON SOLO CORPO
Dal punto di vista psicologico, digiunare significa innanzitutto interrompere l’automatismo del consumo. L’uomo moderno tende a riempire ogni vuoto: di cibo, di parole, di immagini, di stimoli. Il digiuno introduce invece una pausa consapevole alla sovrastimolazione sensoriale di cui, consapevoli o meno, siamo vittime. In questo senso il digiuno diventa un processo di libertà interiore, insegnando a liberarsi da compulsioni inconsapevoli. Durante l’astensione dal cibo, soprattutto dopo le prime ore di adattamento, molte persone sperimentano una maggiore energia, lucidità mentale, concentrazione e chiarezza di pensiero.
Questo effetto è legato sia a cambiamenti metabolici che alla riduzione dei picchi glicemici, che spesso influenzano negativamente attenzione e umore. Il digiuno può inoltre stimolare la produzione di neurotrasmettitori associati al benessere mentale e alla resilienza allo stress.
OLTRE IL FISICO E LA MENTE
A prescindere dagli aspetti fisici e mentali, il digiuno offre, dal punto di vista spirituale, il suo valore più profondo. Quando il corpo è meno appesantito, meno coinvolto nei processi di assunzione, assimilazione e scarto, l’attenzione si affina, l’ascolto interiore si fa più profondo, la meditazione più intensa.
Il digiuno crea nel praticante uno spazio di silenzio ed energia; energia che se condivisa e opportunamente canalizzata produce degli effetti visibili e concreti nella realtà fisica.
Sono facilmente reperibili nel web, le pubblicazioni scientifiche che certificano gli effetti ottenuti da gruppi di meditazione e preghiera, le più eclatanti delle quali fanno riferimento agli anni ’80 e ’90.
Nel 1981, gruppi di meditatori si sono riuniti in 48 città degli Stati Uniti per dimostrare che grazie alla loro meditazione, il tasso di criminalità si sarebbe ridotto. Il Dipartimento di Giustizia Americano, le forze di Polizia locali e l’F.B.I. hanno supervisionato l’iniziativa, scettici e disillusi, ma hanno dovuto, forse a malincuore ma costretti dall’evidenza, ricredersi e testimoniarne il successo. Nel 1993, Washington D.C. si trovò ad affrontare una violenta crisi criminale. Per due mesi 4.000 persone si sono riunite nella capitale americana per meditare ogni giorno, per contribuire a ridurre il tasso di criminalità. All’epoca, la polizia locale ridicolizzò questa previsione. Il capo della polizia affermò addirittura pubblicamente che durante i mesi estivi, l’unico evento in grado di ridurre così tanto la criminalità a Washington sarebbero stati 50 centimetri di neve a luglio.
I risultati sono stati sorprendenti: i crimini violenti sono diminuiti del 23,3%. La probabilità che ciò accadesse per caso era inferiore a 2 su un miliardo.
L’esperimento è stato attentamente monitorato da un comitato di revisione composto da 27 membri tra scienziati, criminologi e rappresentanti della società civile. I ricercatori hanno scoperto che quando grandi gruppi meditano insieme, i livelli di stress diminuiscono, l’aggressività si attenua, la pace si diffonde all’esterno.
Quando i meditatori se ne sono andati, l’effetto è svanito.
D’altronde è facilmente riscontrabile anche nella nostra quotidianità, il fatto che basti che una persona con una energia forte e definita, perché felice o perché arrabbiata, entri in una stanza, per cambiare all’istante l’energia generale.
Allora la risposta alla domanda degli insegnanti del Metodo Pranayoga®, ovvero il digiuno e la meditazione come pratica fondamentale per contribuire a una energia rinnovata di pace e armonia, ha avuto la sua validazione.
L’anno scorso il gruppo di 50 praticanti ha digiunato, da uno a dieci giorni in base alla volontà personale, praticando poi una meditazione di pochi minuti; meditazione individuale che è poi proseguita quotidianamente, nei mesi successivi al digiuno.
Un nuovo digiuno per la promozione di pace e armonia è previsto in concomitanza del prossimo equinozio di primavera, ogni partecipante deciderà quanti giorni si priverà di cibo, nella piena consapevolezza che digiunare non è un esercizio di determinazione né una competizione e che un solo giorno di digiuno consapevole vale molto di più di qualunque prova di forza.
Inviando una e-mail all’indirizzo hamsa.digiunoperlapace@gmail.com si riceve un e-book con le informazioni per partecipare all’iniziativa e delle note per la preparazione al digiuno, quale esperienza aspettarsi e come riprendere la riassunzione di cibo.
Nel corso del digiuno, attraverso dei gruppi di sostegno via Whatsapp, ogni partecipante potrà trovare conforto, informazioni e soluzioni a qualunque esperienza stesse sperimentando.
Quello che le pubblicazioni scientifiche hanno evidenziato è che le pratiche energetiche, per poter incidere nella realtà fisica, necessitano di una massa critica di partecipanti importante.
Per questo contiamo che possa unire, per qualche giorno, il digiuno alla tua pratica Yoga e unirti a noi.

Credo che più che mai in questi tempi e in questa realtà ci sia bisogno di calma , meditazione, e attenzione all’ essenziale.
Grazie Cinzia per le tue parole che condividiamo.
La Redazione di Vivere.Yoga