In estate il sole espande i suoi raggi e la natura raggiunge il suo apogeo. In questa stagione il calore domina e per questo si può considerare il periodo più Yang dell’anno.
Secondo le filosofie orientali, noi – il microcosmo – e il più vasto macrocosmo siamo composti dai medesimi Elementi naturali (Terra, Acqua, Aria, Fuoco, Etere). E l’armonia dell’universo deriva dall’equilibrio dei principi Yin e Yang, che, insieme, formano un’unità, seppur abbiano qualità distinte.
Per l’Ayurveda, l’estate è una fase in cui prevale il dosha Pitta, che è dominato proprio dall’Elemento Fuoco. Questa predominanza ha risvolti che presentano opposte tendenze. Pitta crea trasformazioni positive nella natura, come la maturazione dei frutti. La luce e il calore sono al loro apice.
Se, da un lato, l’Elemento Fuoco è benefico perché ci invita a trascorrere più tempo nella natura, ci rinvigorisce ed è fonte di gioia e spensieratezza, dall’altro, può fare emergere alcuni disturbi.
Ciò avviene se l’Elemento Fuoco è in disequilibrio all’interno del nostro organismo. Un eccesso può generare ansia, problemi del sonno, irrequietezza.
Questi disagi ci lanciano un messaggio: abbiamo bisogno di rallentare, di adottare una routine più lenta e di diminuire il calore in eccesso.
Per fa ciò, la pratica dello Yoga ci viene in aiuto: specifiche posture favoriscono un riequilibrio dell’Elemento Fuoco.
Setu Bandhasana

In questa postura simmetrica invertita, il corpo riproduce la forma di un ponte. Essendo appunto invertita, il cuore è più in alto rispetto alla posizione della testa: ciò permette di diminuire l’ansia, lo stress, la fatica e i disturbi del sonno.
Come si esegue
Si inizia partendo da Savasana. Il corpo è rilassato. I palmi delle mani sono rivolti verso il tappetino yoga. Si flettono le ginocchia, in modo da far appoggiare bene al suolo i piedi, posizionati parallelamente tra loro. Inspirando si contraggono i muscoli alla base del bacino e si solleva il coccige e poi l’area lombare e la parte medio-bassa della schiena. Il sollevamento viene aiutato grazie al sostegno delle mani, poste ai lati del bacino. Il peso del corpo viene distribuito sui piedi e sulle spalle. Quest’asana crea una sorta di ponte, poiché si forma una linea retta tra il petto e le ginocchia. Le braccia sono estese verso i piedi. Per ritornare in Savasana si scioglie lentamente la postura, abbassando la schiena vertebra per vertebra
Supta Baddha Konasana

È un’altra postura che armonizza l’Elemento Fuoco. Aiuta ad attenuare la fatica e lo stress, e favorisce un profondo stato di rilassamento psicofisico.
Per eseguire Supta Baddha Konasana, nello yoga restorative viene generalmente utilizzato un bolster, in modo da favorire una condizione di massimo comfort.
Come si esegue
Ci si sdraia in posizione supina. Si può benissimo partire dopo una fase di rilassamento in Savasana. Le braccia sono distese lungo i fianchi e i palmi delle mani sono rivolti in alto. Dopo alcuni respiri consapevoli si piegano le ginocchia e si rilassano le gambe in modo da far ricadere dolcemente le ginocchia sul tappetino yoga. In questo modo le piante dei piedi si toccano. Si rimane in questa posizione per almeno 7 cicli respiratori. Il respiro è lento e profondo.
Sitali Pranayama

Sitali pranayama è una tecnica respiratoria indicata per diminuire la temperatura corporea. È ideale quando l’organismo percepisce molto calore, per esempio durante la stagione estiva o quando ci si trova in ambienti dominati da afa e da forte umidità. Allo stesso tempo, Sitali pranayama è indicato nei momenti di forte tensione nervosa, quando si prova rabbia o agitazione: emozioni e sensazioni che possono provocare un aumento della temperatura corporea. È altresì adatto dopo aver praticato una sequenza yoga molto dinamica, in quanto riporta equilibrio all’organismo.
Come si esegue
La postura ideale da adottare è quella meditativa a gambe incrociate, o Padmasana o Siddhasana. I palmi delle mani si posizionano sulle ginocchia. Gli occhi sono chiusi, ma non serrati. Si porta l’attenzione al respiro, quindi alla bocca. Dopo aver steso la lingua leggermente all’esterno della bocca, la si piega ai lati, in modo da formare un tubo stretto. Questa posizione della lingua viene aiutata dalle labbra, che si trovano in una forma quasi ovale. Il respiro avviene in questo modo:
- si inspira lentamente e profondamente attraverso la lingua così piegata;
- si espira attraverso il naso.
Per sentire beneficio occorre respirare in questo modo per almeno sette cicli.
