“Diario di una Sciamana”
è una storia che celebra la forza della trasformazione,
svelandoci nuove e profonde prospettive.

Un libro (edito da Piemme, 2025) che racconta il viaggio della vita – ricco di importanti svolte umane e spirituali – compiuto da Selene Calloni Williams, tra le counselor più famose, nonché scrittrice ed esperta di sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia. In questo cammino autobiografico l’Autrice conduce il lettore in un mondo immaginale, tra Oriente e Occidente, per abbracciare una visione non-duale.
Sri Lanka, la terra dell’iniziazione

La storia incomincia quando Selene era poco più che maggiorenne. Incomincia dalla fuga dal materialismo occidentale e dalla perdita del padre. E così, la giovane Selene si ritrova in una terra lontana, lo Sri Lanka, dove conosce uno dei suoi grandi maestri spirituali, Michael Williams, professore di letteratura inglese in pensione e ricercatore di cammini iniziatici. Grazie a lui apprende l’antica tradizione dello yoga sciamanico.
Una conoscenza che le permette di affrontare le sue ombre. Il percorso spirituale di Selene si fa ancora più profondo. Negli eremitaggi immersi nella giungla dello Sri Lanka, Gatha Thera le svelerà i segreti del buddhismo Theravada e della meditazione praticata dai monaci della foresta.
Questi maestri orientali aprono a Selene una nuova dimensione, nuove porte, nuovi mondi: tutto ciò le permette di scoprire tecniche e conoscenze che l’aiutano ad andare oltre la paura, gli attaccamenti, i giudizi.
Lo Yoga sciamanico e la meditazione buddhista Theravada le consentono di affinare la presenza mentale e la capacità di trasvalutare emozioni ed eventi passati, liberandoli dalle definizioni mentali e vivendoli come pura energia.
Ottenimenti resi possibili dalla disciplina meditativa e dai preziosi insegnamenti appresi in Sri Lanka. Selene ritorna così in Occidente portando con sé una nuova consapevolezza e una nuova visione di sé e del mondo.
L’Oriente incontra l’Occidente

Tornata in Europa, Selene si iscrive all’università, studia psicologia e filosofia e si laurea con una tesi sullo Yoga Integrale.
In Occidente, avrà modo di incontrare un’altra figura importante nel suo cammino, James Hillman, psicanalista junghiano padre della psicologia archetipica (il quale interverrà al convegno Corpo spirituale e Terra celeste, promosso proprio da Selene, tenutosi nell’ottobre 2003 a Campione d’Italia).
Grazie a Hillman, Selene getterà i semi della Scuola Immaginale. Semi che nell’arco di oltre tre decenni sono cresciuti, dando vita all’Imaginal Academy, attiva in varie aree del mondo: dalla Svizzera all’Italia, dagli Stati Uniti al Giappone, passando per il Regno Unito. Selene non dimenticherà i preziosi insegnamenti di James Hillman, tanto da dedicargli un libro orientato al “fare anima”.
Ma l’impermanenza – concetto centrale in molte filosofie orientali – è lì, di volta in volta, a mutare gli eventi.
In “Diario di una Sciamana” si scopre come la caducità accompagni varie fasi della vita di Selene. L’impermanenza si traduce nella perdita proprio di coloro che le hanno permesso di conoscersi in profondità – Michael Williams, Gatha Thera, James Hillman – e che l’hanno iniziata ad ancestrali filosofie.
La perdita dei suoi grandi maestri le farà sperimentare ancor di più il legame con l’invisibile. Ma non solo. Gli ostacoli, che hanno scandito il suo passato, hanno “forgiato” la sua anima, conducendola lungo il cammino della realizzazione sia personale, sia spirituale.
Con gli occhi del presente, Selene, nelle pagine della sua autobiografia, vede quelle perdite e quegli ostacoli come “riti di passaggio”, tramite i quali ha potuto diventare ciò che è oggi, nel presente: una maestra di yoga e di meditazione, una counselour, una scrittrice, una donna che è riuscita a superare condizionamenti, imposizioni, incomprensioni.
Accogliere e trasvalutare le ferite
“Diario di una Sciamana” ci racconta questo e molto altro. Man mano che si legge, si comprende come vecchie ferite possano divenire potenti alleati, che ci permettono di liberare la mente e l’anima. La testimonianza di Selene ne è un grande esempio.

Grazie ai maestri che ha incontrato e grazie alla sua perseveranza e alle quotidiane pratiche yogiche, meditative, sciamaniche, Selene ha fatto emergere una connessione spirituale con la vita. Ha saputo accogliere e trasmutare parti di sé e del suo retaggio familiare-personale. Ciò la resa più forte, più consapevole e, soprattutto, le ha permesso di comprendere che c’è una dimensione invisibile ben più vasta della realtà oggettiva, una dimensione benevola e amorevole.
“Diario di una Sciamana” è sì l’autobiografia poetica di Selene Calloni Williams, ma è anche un racconto iniziatico in cui il lettore potrà riconoscere parti di sé e della sua vita, e potrà comprendere che apparenti coincidenze o tragedie si manifestano solo per permettere all’anima di realizzarsi e di accedere a un livello più profondo.
“Diario di una Sciamana” ci invita ad abbandonare l’Io, per raggiungere il nostro essere naturale, al di là dei parametri mentali di vantaggio, svantaggio, piacere e dolore. E finalmente potremo abbracciare una visione di assoluta equanimità.

