La stagione autunnale, secondo l’Ayurveda, è caratterizzata prevalentemente da Vata. Questo dosha, costituito da aria ed etere, è associato in particolare al movimento ed è molto instabile quando ci sono determinate condizioni. Per esempio, freddo e vento lo aggravano.
Un disequilibrio di Vata non solo provoca ansia, problemi di sonno, nervosismo, ma anche difficoltà a concentrarsi.
Dal punto di vista ayurvedico, i cali di attenzione che si verificano spesso in autunno derivano anche da un Vata non bilanciato. Ricordiamo che questo dosha supporta memoria e comprensione.
Per riarmonizzarlo possiamo adottare varie tecniche, oltre che affidarci ai consigli dell’ayurveda.
Tra le varie pratiche efficaci per equilibrarlo vi è il mudra chiamato Bhuchari (scritto anche Boochari). Viene consigliato in ambito yogico sia per il suo potere depurativo, sia per liberare la mente.
Grazie a questo “sigillo” viene potenziata la capacità di concentrazione.
Eseguendo questo mudra si ottengono diversi benefici:
- l’attenzione viene affinata
- pensieri pesanti e idee assillanti vengono dissolti
- si favorisce una sensazione interiore di pace.
Anche a livello fisico sono promossi effetti positivi. Infatti, Buchari Mudra aiuta a purificare sia i dotti lacrimali e i seni nasali, sia l’area frontale del capo; è benefico anche per i centri nervosi degli occhi e del collo.
Come si esegue
Ci sono almeno due diversi modi per praticarlo: la differenza riguarda la posizione della mano. In ogni caso, è consigliabile praticarlo adottando una postura assisa, con la schiena dritta ma non rigida. Noi ci concentriamo su una sola tecnica, mutuata dalla tecnica proposta da Swami Saradananda.
Si appoggia l’unghia di uno dei pollici al centro della piccola cavità situata tra il naso e il labbro superiore.
Si chiudono l’indice, il medio e l’anulare della stessa
Mano, mentre il mignolo si estende in avanti.
Si aprono bene gli occhi, portando lo sguardo verso la punta del mignolo.
Attraverso una respirazione consapevole si rilassano viso e capo.
Nel caso in cui gli occhi iniziano a lacrimare si continua la pratica del mudra: le lacrime naturali sono segno che è in atto effettivamente un processo di purificazione, che porterà poi a una maggiore capacità di attenzione/concentrazione.
In una seconda fase, si abbassa la mano, senza però spostare lo sguardo dal punto in cui si trovava la falangetta del mignolo.
A questo punto si “fissa il vuoto” per almeno 5-10 minuti.
Praticarlo di frequente è benefico per chi utilizza molto il computer e, in genere, i dispositivi digitali, poiché mitiga la fatica oculare.
Gli effetti del Mudra si intensificano alternandolo anche alla pratica di Trataka.
