Con l’arrivo della primavera il nostro corpo cerca di adattarsi ai nuovi ritmi. È il periodo del risveglio. Avvertiamo un’energia più intensa, ma è possibile anche percepire una stanchezza che è tipica del cambiamento di stagione.
Per ritrovare una maggiore vitalità ci sono varie soluzioni: dall’attività sportiva alla pratica dello yoga.
Un ruolo importante lo svolge l’alimentazione.
In questa fase è importante privilegiare legumi, germogli, cereali e verdure fresche, così come frutta di stagione. Ottimi i piatti a base di lenticchie, ceci, miglio, orzo, grano saraceno.
La tradizione ayurvedica suggerisce inoltre i cosiddetti rasayana, ovvero quei trattamenti e rimedi naturali ringiovanenti e rinvigorenti. Si tratta di una serie di pratiche e di preparazioni rigeneranti per il corpo. Aiutano infatti a recuperare energia e flessibilità, in modo da mantenere giovane l’organismo.
I trattamenti rasayana sono di diversi tipi: vi sono quelli indicati per incrementare il livello dell’energia; altri per rafforzare la memoria; altri ancora promuovono vitalità e longevità, grazie al’eliminazione delle tossine. Molti trattamenti si basano sull’impiego di particolari medicamenti composti da differenti erbe, raccolte, preparate e miscelate secondo antiche conoscenze, al fine di armonizzare e sostenere il flusso vitale.
Tra i vari rimedi naturali che aiutano a rafforzare l’organismo vi è quello chiamato Shilajit.
In Italia è poco noto, sebbene negli ultimi anni alcuni negozi specializzati hanno iniziato a proporlo: lo si trova in commercio sotto forma di capsule o polvere.
Dove e come nasce

Lo Shilajit è usato da secoli nella medicina ayurvedica per la sua azione profonda.
Viene prodotto seguendo una lento processo di trasformazione della materia vegetale e minerale all’interno delle rocce montane. È dalle montagne dell’Himalaya che ha origine questa resina ricca di sostanze benefiche. Si ritrova anche nell’area dell’Altai e in altri luoghi dell’Asia.
Il suo colore scuro – che va dal nero al marrone – non deve trarre in inganno, anzi: denota la presenza di minerali e di sostanze nutritive importanti. Questa resina si forma secondo un lento e lungo procedimento che avviene in natura, attraverso la decomposizone di piante e materie organiche. Queste, combinate con i minerali e gli oligoelementi presenti nella roccia crea questa sostanza.
Nello Shilajit vi sono magnesio, ferro, zinco, selenio, rame, aminoacidi, acidi grassi, polifenoli, ed è inoltre ricco di acido umico. Un altro interessante componente è l’acido fulvico, dalle proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.
Perché è benefico secondo l’ayurveda
- Favorisce la rigenerazione cellulare
- Aiuta ad assimilare meglio i nutrienti del cibo
- Aumenta l’energia
- Agisce in modo olistico
- È indicato in caso di stanchezza cronica o nella convalescenza invernale.
La presenza di numerosi minerali e dell’acido fulvico, fa sì che lo Shilajit aumenti l’adenosintrifosfato (ATP), che a sua volta trasporta l’energia tra le varie vie metaboliche.
In anni recenti, sono stati condotti vari studi sull’azione e sulle proprietà dello Shilajit. Ne citiamo uno del 2012 pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology in cui si mette in evidenza la capacità di questa sostanza di attenuare i sintomi dello stress e di migliorare la resistenza dell’organismo.
Un’altra ricerca, apparsa sul Journal of the International Society of Sports Nutrition, rivela come l’assunzione dello Shilajit aiuti a recuperare la fatica muscolare.
Come tutti gli integratori, prima di assumerlo è importante rivolgersi al proprio medico o a un esperto in ayurveda.
