Atti di Gentilezza nella nostra “quotidianità”

Il 13 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata della Gentilezza.

Un’occasione per riflettere sul significato della parola gentilezza
e della sua importanza in termini concreti, 
per costruire una società a misura di “umanità”.
gentilezza

Small Kindness Movement

Gli albori della Giornata internazionale della Gentilezza si rintracciano gli anni ’60 del XX secolo. Fu in quel periodo che in Giappone si formò lo Small Kindness Movement.

L’idea di base era quella di un movimento volto a restituire dignità agli atti di gentilezza e al concetto stesso di gentilezza, al fine di incoraggiare tanti piccoli gesti quotidiani. Questa iniziativa era talmente sentita in altre parti del mondo che “il piccolo movimento della gentilezza” si è ampliato diventando internazionale e trasformandosi nel World Kindness Movement.  

A partire dal 1997 si è così indetta una Giornata mondiale della Gentilezza: in Italia, si è iniziato a festeggiarla tre anni dopo, quindi anche noi dal 2000 la celebriamo.

Questo fervore testimonia proprio il bisogno – e forse anche l’urgenza – di dare la giusta rilevanza alla gentilezza e a tutti gli atti e atteggiamenti ad essa ispirati.

Guardando alle filosofie orientali, constatiamo che la gentilezza è considerata una forza, una virtù.

Il maestro buddhista Daisaku Ikeda (1928-2023)  affermò:

Più sarete premurosi e gentili nei confronti del prossimo più sarete forti”.

Filosofo buddista, educatore, scrittore, poeta, nonché presidente della Soka Gakkai, Daisaku Ikeda ha dedicato tutta la sua vita alla costruzione di un mondo basato sulla pace, ispirandosi agli insegnamenti di Nichiren Daishonin (maestro buddista vissuto in Giappone nel XIII secolo).

Nato a Tokyo, il giovane Ikeda fu profondamente toccato dal dramma della Seconda guerra mondiale, sperimentando in prima persona le tragiche conseguenze del militarismo. Per questo decise di spargere semi per sradicare le cause profonde della violenza fra gli esseri umani.

Andando alle radici del buddhismo, Shakyamuni disse ai suoi discepoli:

Così come una madre darebbe la vita per proteggere il proprio figlio, 
così dovremmo sviluppare un cuore sconfinato per tutti gli esseri 
e una gentilezza amorevole verso tutto il mondo”.

La gentilezza è la mia religione” disse Tenzin Gyatso, XIV e attuale Dalai Lama .

Anche il monaco buddhista Matthieu Ricard è da anni impegnato a diffondere messaggi in cui sottolinea proprio il potere della gentilezza. Un atteggiamento veramente altruistico ha in sé una grande capacità trasformativa a livello individuale e, di conseguenza, anche a livello della società nel suo complesso.

Chi pratica yoga sa bene che la gentilezza è strettamente collegata a uno dei principi cardini insiti nel cammino spirituale e di consapevolezza.

Ahimsa

Parliamo in modo specifico di Ahimsa. Questa regola, inclusa negli Yoga Sûtra di Pantanjali è descritta tra gli Yama, ovvero i precetti morali e i principi di rettitudine universali.

Ahimsa, indica l’importanza di non causare del male, né di ferire alcuna forma di vita. Questo precetto invita a rispettare se stessi, gli altri, tutte le creature del pianeta e l’ambiente in cui viviamo. Occorre dunque imparare a essere gentili e amorevoli in maniera totale.

Questa Giornata ci sprona dunque a far sì che la gentilezza
non sia un’eccezione nella nostra vita,
ma la normalità nel nostro vivere quotidiano.

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